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Una delle domande più comuni, per chi decida di approssimarsi al Jiu Jitsu è se, a 30/35 o 40 anni sia troppo tardi, se non inutile, iniziare con questa pratica sportiva.

Marco, uno dei migliori atleti della nostra Accademia, pur avendo un trascorso prolungato nel Judo (che però non è Jiu Jitsu), ha cominciato ad allenarsi in maniera specifica a 35 anni circa, disputando quasi tutte le gare ad una età inserita come MASTER 2, dalla Federazione Internazionale.

Ma, in pochi mesi, allenandosi con costanza, appassionandosi alla disciplina e non lasciando mai nulla al caso, Marco non solo ha imparato in maniera profonda il Jiu Jitsu, ma è diventato, al tempo stesso, un agonista molto competitivo.

Fortissimo tra i suoi coetanei, ma competitivo in senso assoluto, ha vinto, o comunque fatto podio, in una serie innumerevole di competizioni.

Spicca un Argento ed un ORO all’Europeo, categoria Master.

Si potrebbe rispondere, in maniera qualunquistica ed un po’ scontata, che si impara a tutte le età, lasciando, peraltro, nell’interlocutore, un minimo di dubbio.

La risposta migliore, pertanto, è quella che può fornire l’esperienza sportiva, in questo sport, di Marco.

Come scritto in precedenza, è stato determinante allenarsi in maniera costante, ogni giorno, anche per due sessioni, imparando a conoscersi, senza esagerazioni inutili, ma mai risparmiandosi.

Un esempio vincente, certamente supportato da predisposizione allo sport, così come da intelligenza e consapevolezza.

Un atleta forte, ma, ancor più, una persona dal tratto gentile, misurato, disponibile. Mai sopra le righe, Marco è un esempio per chiunque ed, in particolar modo, per i più giovani.

Si può iniziare Jiu Jitsu anche all’età in cui la maggior parte degli atleti ha smesso da anni. Non solo, ma, con volontà e passione, si potranno ottenere anche soddisfazioni in ambito agonistico, ambito questo che non deve rappresentare, necessariamente, un obiettivo primario.

E sono persone come Marco che permetteranno ai giovani di avvicinarsi allo sport. Perché il giovane decide di fare sport, ma continua se trova fiducia e sicurezza in chi ha esperienza e maturità.

Oggi festeggiamo il suo oro all’Europeo Masters. Per qualcuno varrà tantissimo, per altri meno. Ma, per la storia di Marco vale come un Mondiale ADULTI, perché rappresenta il segno della conquista, ottenuta senza mai porsi in maniera invadente, con educazione e stile, ma anche con fermezza e determinazione.

Per non parlare del livello tecnico che, nel tempo, ha raggiunto. Un progresso ed una evoluzione senza pause, frutto del tempo trascorso sul tatami.

La risposta a chi si chieda se sia troppo vecchio o troppo malandato per iniziare una avventura, si trova nelle righe che precedono. E la risposta migliore, come sempre, risiede nei fatti, piuttosto che nelle promesse.

Uno sport ha delle regole, il cui rispetto, non è garanzia di successo, ma, per certo, è almeno garanzia che, certi obiettivi, si possano raggiungere se si abbia coraggio di volerli ottenere.

E, se vogliamo, Marco rappresenta una esemplificazione estrema. Iniziare tardi, gareggiare ed ottenere risultati di prestigio.

Ci si può, infatti, “accontentare” di iniziare, avendo voglia di imparare, senza necessariamente prefiggersi obiettivi competitivi. Quel che conta è imparare e divertirsi, divertirsi ed imparare.

E’ l’essenza dello sport, in senso assoluto, non solo del Jiu Jitsu.

Stefano, nella stessa competizione, ha fatto bronzo, dopo aver vinto la prima lotta e perso in semifinale, contro un avversario davvero fortissimo. Ma, si sa, gli atleti forti sono coloro i quali, generalmente, partecipano alle competizioni.

Stefano ha quindi ottenuto un terzo posto all’Europeo Masters, dopo aver vinto categoria ed assoluto il week end scorso, in un campionato nazionale.

Ma la strada per giungere ai risultati, per Stefano, non è stata facile. Ci ha messo un paio di anni, non per vincere, ma per fare podio.

Spesso fermato ai quarti di finale, talvolta per ingenuità, talvolta per errori nell’interpretazione della lotta, Stefano ha visto sfumare la possibilità di vincere, in varie occasioni, per un vantaggio, se non per una penalità o due punti subiti nei cinque secondi finali.

Chi fa gare può metterci anni per ottenere una vittoria importante. E così è stato per Stefano, ragazzo semplice, allegro per natura e di buon carattere.

Per anni nulla. Ma non ha mai desistito. Ha continuato a prendere parte a campionati, con e senza GI, finché non è riuscito a sbloccarsi.

Mai fermarsi, se si cerca un obiettivo. E Stefano non lo ha fatto.

Con modestia ed umiltà, facendosi apprezzare da tutti, è riuscito a fare i primi risutati. Ed oggi è raro che non lo si veda tra i protagonisti di un campionato.

Sono questi ragazzi il fulcro su cui dobbiamo fare perno per coinvolgere i più giovani, avvicinandoli ad Accademia Kama ed, in particolare, al Jiu Jitsu.

L’esperienza di Stefano potrà spronare a continuare chi sia caduto nella delusione di un insuccesso o di un risultato insoddisfacente. La sua esperienza varrà più di qualsiasi parola.

E l’entusiasmo con il quale Stefano affronta le gare, trascinerà altri lottatori nei palazzetti.

Ho rappresentato due esempi illuminanti, appena reduci da un Campionato importante, senza dimenticare che il Jiu Jitsu NON è solo competizione.

Il Jiu Jitsu è IMPARARE, e questo l’abbiamo già detto, ma è anche condivisione di esperienze, di gioie e di giornate meno felici. Di successi e di sconfitte. Come accade nella vita di ogni giorno.

E’ una filosofia di vita, uno stile di vita, un modo di interpretare lo sport e la quotidianità. E’ oltre lo sport, e oltre il tatami. Senza fanatismo, ma con concretezza, tenacia e fiducia.

E’,  e deve essere, desiderio di migliorare, come persone, conoscendosi più a fondo, di svagarsi e di divertirsi. Ma, anche e soprattutto, di superare gli ostacoli e di darsi da fare per poter ottenere ciò che vogliamo ottenere, con tenacia e volontà, senza scorciatoie o compromessi.

Dobbiamo essere orgogliosi di atleti e persone del valore di Marco e Stefano come risultato di un lavoro che parte da lontano ed in cui, Accademia Kama per prima, ha creduto.

Spero che queste righe abbiano dato il senso di quanto noi intendiamo per Jiu Jitsu, attraverso due dei nostri ragazzi.

Orgogliosi di voi, Marco e Stefano

 

 

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